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LE MIGRAZIONI

(parte 4 di 4)

 

le ragioni per lasciare la patria erano molteplici:

la minaccia esistenziale causata da guerre o calamità naturali; sovrappopolazione;

la sterilità del suolo;

l’insufficiente sviluppo dell'industria, del commercio e dei trasporti;

l'ordine autoritario di molti stati;

oppressione religiosa;

persecuzione, ma anche la speranza di migliorare le condizioni economiche in un altro paese;

la difficoltà nel creare una vita soddisfacente nella propria patria e la speranza di migliori condizioni economiche in un altro paese.

 

emigrazione

Una grande influenza sull'emigrazione viene dallo sviluppo storico di un popolo. Così mentre i popoli germanici sono caratterizzati da un forte istinto migratorio, i popoli latini sono più stanziali.

L'emigrazione tedesca verso est, ed in particolare verso la Russia, l'Ungheria e la Transilvania1, fu richiesta dai regnanti di quei paesi per popolare le zone semi-disabitate, appena conquistate all’Impero Ottomano e, attraverso la cultura tedesca, portare i loro sudditi, in precedenza governati dagli ottomani, verso una civiltà più moderna. 

L'emigrazione tedesca ad ovest, in particolare verso il Nord America, fu causata sopratutto dall'oppressione politica e religiosa, dalle guerre e dalle carestie.

 

Georg Bleibtreu, 1884: L'immigrazione dei Sassoni della Transilvania
Georg Bleibtreu, 1884:
L'immigrazione dei Sassoni della Transilvania

Il fatto che l'emigrazione portava al paese ospitante un vantaggio è facile da capire, perché sia in campo militare, fiscale, culturale e di sicurezza a livello politico il paese ospitante traeva vantaggio dalla presenza dei coloni. In prevalenza si decise che ad emigrare dovessero essere persone giovani e vigorose e, di solito, queste non arrivavano proprio senza mezzi (senza un soldo) nel paese straniero.

 

Alla migrazione nel Medioevo furono d'ostacolo spesso i diritti dei “Signori” (Hörigkeit2). Più tardi si cercò di limitare la migrazione attraverso i divieti (divieto di partenza3) e con alte imposte sull’emigrazione, per conservare al paese un maggior numero di contribuenti. Spesso la "emigrazione clandestina”, in particolare il reclutamento e l'incitazione alla partenza furono minacciate con pene severe, anche corporali, sino alla pena di morte.

Al contrario non c'era nessuna difficoltà per emigrare da uno stato in un altro all'interno del Sacro Romano Impero.

 

Se vuoi vedere la diffusione della lingua tedesca in Europa nelle diverse epoche (dal 7 °al 20 ° secolo) clicca qui sull'immagine a destra right

 

 

 

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1 Transilvania = regione all'interno dell'arco dei Carpazi, che oggi appartiene alla Romania. Dal 3° secolo a.C. fece parte del Regno dei Daci, dal 106 al 271 d.C. era parte della provincia romana della Dacia, dal 7° secolo era governata dai Bulgari, dal 9/10° secolo dagli Ungheresi, dal 11° al 13° secolo dipendeva dalla corona ungherese.
Per la difesa della frontiera dal 10° secolo vennero insediati i Siculi e dal 1150 circa agricoltori tedeschi ed artigiani (Sassoni di Transilvania); dal 1211 al 1225 il Burzenland (regione storica di confine nel sudest della Transilvania) venne dato come feudo all'Ordine Teutonico. Una popolazione rumena in questa zona risulta ufficialmente solo dal 1210 circa. Nel 1437 "l'Unione delle tre nazioni" (ungheresi, siculi, sassoni) doveva respingere i turchi che dal 1432 avanzavano.
La minaccia dei Turchi, dal 1493 al 1530, portò alla trasformazione ed all'ampliamento delle chiese a castelli ecclesiastici. Dopo la battaglia di Mohács nel 1526 la Transilvania passò sotto la sovranità ottomana; nel 1699 con la Pace di Carlowitz la Transilvania passò, pur mantenendo la propria autonomia, agli Asburgo (Austria); nel 1867 venne riunificata nuovamente con l'Ungheria. La magiarizzazione si scontrò con l'opposizione determinata dei romeni e dei Sassoni che vivevano lì. Con la pace di Trianon (1920) la Transilvania venne data alla Romania; dal secondo Arbitrato di Vienna (1940) la Transilvania settentrionale e la terra dei siculi (Transilvania orientale) venne restituita all'Ungheria e con il Trattato di Parigi (1947) tutta la Transilvania ritorno nuovamente alla Romania.

2 Hörigkeit = termine storico usato in Germania per definire la servitù; Servi (Hörige) erano chiamati i contadini del Medioevo che si trovavano alla dipendenza di un signore feudale. La Hörigkeit veniva lasciata in ereditata ai figli. Questi Hörige non erano liberi ed erano soggetti ad alcune limitazioni. Potevano possedere beni mobili, ma non acquistare beni immobili ed erano legati alla terra (obbligo Scholl), che apparteneva ad un proprietario terriero (nobiltà o chiesa). Il contadino non poteva dimettersi dal dominio feudale senza il permesso del suo signore.  Lavorava la terra con soggetto a diversi obblighi (di solito sotto forma di raccolto) e la corvée (lavoro forzato) verso il signore feudale, che veniva svolta nella masseria o nelle vicinanze. In cambio il Signore aveva da compiere il dovere di dare ai suoi subalterni "protezione e riparo", cioè proteggerlo e di sostenerlo, come nella malattia, durante un incendio o per un cattivo raccolto. Doveva difenderlo dagli aggressori e praticare la vendetta in suo nome qualora fosse stato ucciso. Era il custode della pace nel proprio dominio feudale; accorreva in aiuto come mediatore e giudice (giurisdizione) durante le controversie e poteva punire il violatore della pace. La Hörigkeit fu abrogata con la liberazione dei contadini nel 1848.

3 Divieto di partenza = concetto storico legale della Germania; il diritto di partenza all'interno del Sacro Romano Impero fu abrogato con l'ordinanza del 27 novembre 1777, ma reintrodotto con l'editto del 15 novembre 1787. Nel Württemberg il diritto di partenza fu abrogato definitivamente con la legge del 19 novembre 1833.